Ischia News ed Eventi - Un ente di diritto pubblico per la ricostruzione e la riqualificazione dell'isola d'Ischia

Un ente di diritto pubblico per la ricostruzione e la riqualificazione dell'isola d'Ischia

Politica
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Sono sempre più convinto che il momento storico e le condizioni economiche e sociali dell'isola d'Ischia, ancora divisa in sei Comuni e senza alcuna volontà politica di unificarla, richiedano, a circa nove anni dal sisma del 21 agosto 2017 e nel quarto anno dalla terribile alluvione del 26 novembre 2022, la creazione di un ente di diritto pubblico per la ricostruzione, in luogo del Commissario di Governo per una “emergenza ambientale” che si rinnova ogni anno e che riceve annualmente una proroga decisa dal Governo.

Questa emergenza non si è risolta in un solo anno con il ritorno alla gestione ordinaria, né nei sei anni previsti dall’allora Ministro della Protezione Civile, on. Musumeci, né nei nove anni da lui stesso indicati dopo una visita ad Ischia due anni fa, nei luoghi colpiti dal terremoto e dalla frana, eventi che hanno profondamente segnato Casamicciola, che deve essere posta al centro di un programma organico di ricostruzione e riqualificazione urbana.

È diventato evidente che la ricostruzione si è rivelata più complessa del previsto. Credo che questa complessità sia stata pienamente avvertita dal Commissario di Governo, on. Giovanni Legnini, che accettando l’incarico quattro anni fa probabilmente non immaginava un impegno così articolato.

La mancanza totale di strumenti urbanistici in vigore, un lassismo spaventoso soprattutto da parte del Comune di Casamicciola nell’azione di difesa ambientale e nella continua sorveglianza sismica, uno sviluppo edilizio selvaggio e senza regole, una discontinuità amministrativa notevole e, infine, l’assenza di coordinamento istituzionale tra i sei Comuni, l’ex Provincia e la Regione, hanno aggravato la situazione dopo tre disastri in quindici anni.

Il Commissario Legnini ha cercato di dare regole alla gestione del territorio, adottando una visione unitaria. Ha lasciato una documentazione importante per una progressiva riqualificazione basata su strumenti urbanistici approvati. Anche il quadro delle risorse finanziarie per i prossimi tre anni, legate al bilancio dello Stato e pari a circa 50 milioni di euro, impone di guardare al futuro con una prospettiva pluriennale, indicando chiare priorità di realizzazione.

A mio giudizio – vivendo nella realtà sociale ed economica di Casamicciola – serve un ente di diritto pubblico di durata ventennale per la ricostruzione, concepita come opera di riqualificazione e valorizzazione, sulla scia dell’Ente per la Valorizzazione di Ischia (EVI), attivo dal 1952 al 1972, una lungimirante intuizione dell’allora classe dirigente.

L’intervento straordinario dello Stato nei prossimi anni non potrà più essere eccezionale come nei sette anni trascorsi, poiché le emergenze ambientali sopraggiunte – come le recenti in Sicilia – richiedono un forte intervento dello Stato. La massimizzazione delle risorse pubbliche e il loro corretto impiego sono indispensabili per Ischia, per la sicurezza dei suoi abitanti e per tutelare lo sviluppo economico raggiunto in circa ottant’anni.

Per questo motivo, la ricostruzione deve diventare un’opportunità per la riqualificazione del sistema economico e sociale, guidata da un ente pubblico comprensoriale, con una rigorosa programmazione a tappe e un equilibrio tra le sei identità antropologiche dell’isola.

Invece di proporre una cittadinanza onoraria a Legnini – come suggerito da un anonimo comunicato di un inesistente partito democratico – proporrei, se fossi un rappresentante eletto dai cittadini in un’assemblea di poteri locali, di affidare all’on. Legnini il compito di proporre la creazione di un ente del genere, in accordo con il Governo della Repubblica e quello della Regione.

G. M.