Ischia News ed Eventi - Un giornale di schieramento per la storia di oggi

Un giornale di schieramento per la storia di oggi

Cultura
Typography

Ieri ho preso in edicola, da Riccardo, una copia cartacea de La Repubblica. Da qualche anno non acquistavo più il giornale in edicola, leggendo invece la versione digitale, alla quale sono anche abbonato. Trovo l’edizione web ben fatta e comoda.

La copia cartacea, invece, per me è da sempre il Corriere della Sera. Credo che il Corriere abbia saputo da tempo trovare un buon assetto finanziario ed editoriale, pur attraversando crisi gravissime. Oggi non è solo il giornale dell’alta finanza, ma anche della classe media, di chi si sente lavoratore e ha conquistato il piacere della lettura e della scrittura attraverso la scuola, l’università e il lavoro.

Il Corriere ha assorbito molto dalla ventata innovativa di Eugenio Scalfari, con la nascita di Repubblica cinquant’anni fa. La completezza di informazione e cultura che il Corriere offre ai lettori è notevole. Il prezzo di vendita è contenuto – un euro e cinquanta centesimi al giorno – e i supplementi, di ogni genere, sono inclusi. Pochi centesimi di differenza, a fronte della qualità.

Il supplemento culturale La Lettura, uscito di domenica, è ben fatto e rappresenta l’area culturale di un moderno liberalismo aperto al più ampio confronto. Chi appartiene a un’area liberalsocialista si ritrova in questo giornale così aperto, che ha occupato uno spazio un tempo dei settimanali come Il Mondo, L’Espresso e Panorama. Questi settimanali “laici” sono stati incorporati in un unico gruppo editoriale, che con le diverse pubblicazioni offre al lettore una completezza informativa. Trovare un buon assetto finanziario per un’operazione del genere non è stato facile, ma Urbano Cairo c’è riuscito.

La Repubblica, arrivata a costituire un gruppo editoriale, deve raggiungere un assetto finanziario stabile, necessario per sostenere le dimensioni attuali. Credo che questa sia stata la difficoltà degli ultimi anni di vita di Eugenio Scalfari, patriarca di Repubblica e della stampa laica e di schieramento.

Per i 50 anni, Repubblica ha chiamato a raccolta i lettori per un confronto reale, per rimarcare gli scopi originari e rilanciare il giornale-partito che Scalfari e il suo gruppo di amici fondarono. Gli auguro successo e ripresa.

Ciò che mi ha colpito, da ex giornalista, è stato il “comunicato sindacale” apparso solo con quel titolo a pagina 44, messo lì forse per non guastare la festa dei 50 anni o lo spazio enorme in tecnicolor dedicato alla morte dello stilista Valentino, di cui pochissimi lettori “popolari” di sinistra possono permettersi un capo. Il comitato di redazione denuncia una crisi finanziaria forte del gruppo Gedi, che si sta vendendo a un editore greco, e propone una “associazione-fondazione” dei giornalisti. Ma è tardiva: Le Monde in Francia ha fatto lo stesso oltre 50 anni fa e il suo assetto societario è ormai definito.

Credo che l’assetto societario di Repubblica sia ancora tutto da definire e la situazione finanziaria pesante, quasi come un’espansione industriale non più sostenibile. Chi ci lavora ha preoccupazioni per il presente e per il futuro.

Oggi, l’autentico “campo largo” di un’area veramente liberale, che se completa non può non essere anche socialista, è occupato in gran parte dal Corriere della Sera. La concorrenza con Repubblica esiste, ma il giornale di Scalfari, fondazione eroica della stampa italiana, non esiste più.

G. M.