La frana avvenuta sabato 25 agosto dal costone sulla Litoranea Casamicciola-Lacco alle ore 21.30 circa che soltanto per un miracolo o una straordinaria coincidenza non si è trasformata in una tragedia come quella del novembre 2009 con la seconda alluvione di Casamicciola in 99 anni (i tempi della natura non sono quelli dell’uomo) mi ha riportato alla memoria un incontro che tenemmo come Associazione della Stampa delle isole di Ischia nel lontano 1986 con il giornalista Giovanni Russo, inviato speciale del “Corriere della Sera” e fervente meridionalista fin da giovanissimo con il suo libro “Baroni e contadini”. Russo mi disse che “ovunque era andato nel Mezzogiorno aveva trovato lavori pubblici incompiuti, mai terminati, con strade aperte “provvisoriamente” e cioè con un provvisorio diventato definito”. Russo chiamò questi lavori pubblici mai terminati a regola d’arte le “opere perpetue del Mezzogiorno”.
La Litoranea è una di queste “opere perpetue”. Fu aperta al pubblico il 25 luglio 1926. Lo ricorda Raffaele Castagna nel volume “Isola d’Ischia in tremila voci, titoli, immagini” che completa la voce sottolineando che “a 300 metri circa presso la Pensione Morgera (oggi non esiste più perché è stata trasformata in un complesso residenziale n.d. a.) una lapide (oggi appena leggibile) ricorda l’evento: “Regnando Vittorio Emanuele III Re d’Italia – Anno IV del governo del Duce Benito Mussolini – questa strada che segna l’inizio di una litoranea Porto d’Ischia, Casamicciola, Lacco Ameno, giungendo a Forio – che Salvatore Girardi, Presidente della Deputazione Provinciale volle per avvicinare Napoli all’isola, evitando scomodi scali, affidandone l’esecuzione all’ing. S. Melucci – fu aperta al pubblico il 25 luglio 1926”. Qui si ferma la voce lasciando la ricostruzione della storia ad altre fonti.
Avviata la campagna per “I Luoghi del Cuore” per il recupero del complesso del Pio Monte della Misericordia ed il progetto di trasformazione urbana di Casamicciola “I percorsi delle Therme”
E’ stata avviata a cura dell’arch. Caterina Iacono e del giornalista Giuseppe Mazzella la campagna per “I Luoghi del Cuore” per il recupero del complesso immobiliare del Pio Monte della Misericordia (Sec. XIX) ed il progetto “I Percorsi delle Therme” per la trasformazione urbana di Casamicciola attraverso una STU (Società di Trasformazione Urbana) prevista dall’art.120 del Testo Unico sugli Enti Locali.
“L’adesione alla campagna del Fai (Fondo Ambiente Italiano) per “I luoghi del cuore” per il VI censimento nazionale dei luoghi storici ed ambientali da salvare nel “Bel Paese” per il recupero del complesso immobiliare del Pio Monte della Misericordia di Casamicciola (sec.XIX) costituisce una occasione decisiva per avviare una “Terza Rinascita” di Casamicciola, dopo il terribile terremoto del 28 luglio 1883 e la disastrosa alluvione del 24 ottobre 1910, perché il complesso ricettivo del Pio Monte della Misericordia – 55 mila mc. su 24mila mq. – ha rappresentato per circa 100 anni la più importante struttura civile, economica e sociale non solo di Casamicciola ma dell’intera isola d’Ischia com’è documentato da una ricchissima letteratura. Da circa 40 anni la struttura è chiusa e da 39 anni è al centro di una complessa vicenda giudiziaria con almeno 3 società di capitali – SRL – che ne hanno rivendicato il possesso o addirittura la proprietà per effetto del contratto del 1983 dell’Ente Morale Pio Monte della Misericordia ad una società per azioni con un capitale sociale di soli 200 milioni – Nizzola Spa – con il quale l’Ente Morale concedeva il “diritto di superficie” per 50 anni sugli immobili; unico caso in Italia dove si applicava l’art.952 e seguenti del Codice Civile su immobili già realizzati. E’noto che il “diritto di superficie” è desueto nel diritto civile italiano ed è stato applicato con esiti discutibili o disastrosi solo dall’Istituto Autonomo delle Case Popolari (IACP) per l’edilizia popolare da realizzare” hanno dichiarato i promotori Iacono e Mazzella.
Ischia, un certain regard
Monsieur,
Merci encore pour votre article, vous vous exprimez très bien en français.
Vous connaissez très bien l’histoire de France, qui est assez compliquée.
Una lettera da Parigi con Casamicciola e l'isola d’Ischia “viste da lontano”
Ho ricevuto una lettera da Parigi. Oggi le lettere non arrivano quasi mai con il vecchio postino ma arrivano attraverso il web. Così è cambiata anche la “stampa locale”. Un giornale anche locale viaggia in tutto il mondo con il web come fosse un giornale nazionale o internazionale.
Anche Ischia isola di confinati: la storia dell’anarchico Lucetti
A Ischia Ponte, su una panchina fuori alla Chiesa dello Spirito Stanto che ospita il dipinto della Madonna di Ponza, il professore Giosuè Vezzuto mi racconta del trasferimento dei confinati politici da Napoli alle isole ponziane.
Il professor Vezzuto, classe 1924, figlio del responsabile del carcere mandamentale di Ischia, é probabilmente l'ultimo testimone del passaggio dei confinati per l'isola partenopea nonché l'unica fonte consultabile, essendo andati distrutti i registri su cui venivano annotati i transiti dei detenuti.
La permanenza ad Ischia, sebbene non prevista nel piano di viaggio dei confinati in partenza da Napoli, era evento non raro : spesso violente ponentate costringevano il piroscafo di linea a gettare le ancore, in attesa che il vento scemasse e che si potesse proseguire verso Ventotene e Ponza.
Giorgio Amendola scrive in proposito, nel romanzo autobiografico UN' ISOLA:
"Non vollero togliermi le manette. Dove avrei potuto scappare? Le isole sfilavano: Procida, Ischia, Ventotene. Dopo l'oscurità del carcere ritrovavo la luce,l'aria, il sole".
Il ricordo dei confinati diretti alle isole ponziane, ammassati nel carcere di Punta Molino, é impresso nitidamente nella memoria del professor Vezzuto, così come l'edificio sul mare, con due stanzoni - sezione maschile e femminile - e un terzo , che il Comune usava come deposito o come ricovero per gli animali, secondo le esigenze; l'alloggio del responsabile del carcere, che lì viveva con la famiglia, era annesso alla prigione o, per meglio dire, inglobato in essa ..."Per raggiungere le camere da letto bisognava passare attraverso l'ufficio di mio padre che, a volte, era utilizzato dal magistrato per gli interrogatori. Capitava così che, per andare a dormire, dovessimo aspettare che l'udienza avesse termine".
ricorda Giosuè.
La Cantina, la cassaforte del contadino
Panza d’Ischia, settembre 12
Era un popolo tenace quello dell’isola d’Ischia di contadini e di pescatori. Traeva dalla terra, da una terra fertile che bisognava domare contro la morfologia e la furia degli elementi, tutti i mezzi di sussistenza in una straordinaria “economia autarchica” ed era capace questo popolo, già numeroso nel Medio Evo e nel Rinascimento e sparso in una decina di micro-comunità nei 46 Kmq.
La lezione di Mariano e l’esperienza al Museo di Casamicciola
Sono stato un vecchio allievo del prof. Mariano D’Antonio. Credo che non si ricorderà di me. Alla facoltà di economia e commercio di Napoli nella sessione estiva del 1973 sostenni un esame con lui. Insegnava “Economia bancaria” un complementare che divenne pesante come Politica Economia e Finanziaria e presi solo 21.Il professore voleva mettermi un voto più alto per il mio impegno. Dissi che non avevo seguito i corsi abitando ad Ischia. “Ma ci potevamo sentire, mi poteva telefonare” mi disse. Rimasi senza parole di fronte a questa disponibilità mai manifestata da un docente in quei tempi nell’Università. Ho seguito da allora tutto il suo impegno civile, politico e culturale. Ha insegnato Economia Politica a Napoli ed a Roma fino al luglio scorso.
Bisogna conoscere la biografia del prof. Mariano D’Antonio per capire i suoi scritti. E’nato a Napoli nel 1938. Si è laureato in economia e commercio facendo lo studente lavoratore perché orfano di padre. Ha fatto il cameriere, il rappresentante di case editrici ed il collaboratore di giornali. L’Enciclopedia Multimediale delle Scienze Filosofiche scrive di lui come di un “economista applicato, non attratto dai problemi di teoria economica, ma da una attività pubblicistica e si trova nella comoda posizione di essere ritenuto dai giornalisti un discreto cultore di economia e dagli economisti un apprezzabile giornalista”. E’un economista “postkeynesiano” e per questo si è collocato sempre nella sinistra riformista prima nel PCI e poi nel PSI. E’stato prestato alla politica ma sempre con la difficoltà della militanza allineata e coperta come richiedeva una appartenenza nei vecchi PCI e PSI. E’stato assessore comunale con Maurizio Valenzi negli anni ‘ 70 e negli ultimi due anni della giunta regionale di Antonio Bassolino è stato assessore regionale alle finanze ed alla programmazione. In questa qualità lesse con attenzione un intervento che gli mandai per una società di trasformazione urbana per il recupero del complesso Pio Monte della Misericordia a Casamicciola e mi dichiarò la sua disponibilità di concerto con il Comune per fare qualcosa. Fu un'altra testimonianza di considerazione a distanza di circa 40 anni dal mio esame. Essendo un giornalista nei suoi incarichi pubblici ha sempre risposto alle critiche ed alle osservazioni dei giornali. Dato conto delle sue azioni alla pubblica opinione.
