Sono qui riportati 4 articoli del prof. Edoardo Malagoli ( 1918-2001) apparsi su giornali locali nel corso di circa 20 anni dal 1975 al 1995 ed il mio editoriale da direttore responsabile de “ Il Giornale d’ Ischia” dell’ aprile 1975 dal titolo “ Nulla cambia” non solo perché è stato il primo editoriale della mia vita – avevo 25 anni – ma perché per pura coincidenza appare nella stessa pagina – la seconda – dove c’è in apertura la rubrica che teneva il Professore e che Lui chiamò “ Le effemeridi” cioè come un diario personale sugli avvenimenti dell’ isola. Un caso. Ma mi piace sottolinearlo dopo oltre 50 anni.
Credo ancora in quei valori e nella funzione della stampa locale.
Franco Conte – il mio amico e maestro – era stato suo allievo al Liceo Classico e gli aveva chiesto una collaborazione fissa al giornale che era diventato mensile per difficoltà finanziarie dopo lo sforzo di fare il settimanale per due anni dal 1973 al 1974 di cui parlerò in seguito o in altra parte del libro.
Il Professore passava per la sede del giornale in Piazza Croce e ci consegnava l’ articolo scritto a mano. Dovevamo dattiloscrivere e lo facevamo in maniera estremamente fedele. Senza cambiare una virgola. Poi lo mandavamo per il corriere a Napoli alla Tipografia Lampo per la composizione con la Linotype – la macchina per la composizione tipografica inventata da Otmar Margenthaler nel 1886 capace di fondere un’intera riga di testo in piombo alla volta tramite una tastiera. Poi in tipografia si impaginava. Generalmente dal 1973 e fino alla chiusura andavo io in tipografia dopo aver fatto un buon tirocinio con Franco Conte ed il proto – il capo della tipografia – Salvatore Salvarezza.
L’ articolo del Professore ha come titolo “ I costi dell’ abusivismo” e le parole sono pietre durissime contro gli amministratori comunali di cui viene denunciata “ l’ l’inettitudine, il cinismo, l’ indegnità e responsabilità” e poi “ le omertà dei partiti politici con le complicità degli organi di controllo e la pirateria dominante degli operatori economici e dei progettisti”. Sono consegnate per la stampa da un mite (apparente ) professore di Liceo di 57 anni 51 anni fa.
Nei suoi scritti sulla stampa locale appare un altro aspetto del Professore. Un intellettuale civile che ritiene inseparabile il suo ruolo di educatore da quello di fervente sostenitore delle bellezze naturali e della memoria storica. A Brescia Malagoli era stato segretario cittadino del Partito Liberale Italiano ( PLI) e partecipato a due elezioni politiche come candidato alla Camera dei Deputati. Dal 1952 al 1953 era stato direttore de “ il Giornale di Brescia” ed aveva collaborato a “ Costume” , la rivista letteraria di Enrico Emmanuelli. Non aveva mai dimenticato di essere un giornalista e come si faceva un giornale.
Il secondo articolo è ancora più forte ed appare circa 10 anni dopo sul mensile “ Ischiamondo”dal titolo “ Doloroso assistere al continuo degrado di quest’isola”.
“ Essere testimoni di un simile evento, vedere dilatarsi i segni del disastro, assistere allo stravolgimento di un lembo di terra tra i più gratificati per doti naturali e pregnanza di memorie antiche, è tra le prove più dolorose che possano essere riservate all’ esperienza di un uomo, sofferenza tanto più acuta ed amara perché non provocata da una catastrofe di origine naturale ma provocata da una sorta di follia collettiva, di ottundimento delle coscienze, quasi che l’ amore per la vita, per la bellezza, per l’ armonia si sia essiccato nei petti per far posto ad una cupa smania di eversione, all’ acre gusto dell’ ingratitudine verso i valori dei padri, alla stolta attrazione per il caotico, l’ alienante, l’ informe, il volgare”.
E’ l’ articolo che mi rimase più impresso e che ho voluto commentare nel mio libro “ Ischia, sul filo del rasoio” del 1986 dove raccolgo le mie note apparse sulla stampa locale dal 1983 al 1986.
A queste note chiesi al Professore una recensione per la seconda edizione del libro che mi consegnò definendole “ scritti d’ occasione” con osservazioni che mi lusingavamo molto per “ la forte passione civile, rischiarata da una solida preparazione che spazia dall’ economia alla storiografia”. E’ il terzo articolo contenuto in questo volume.
Ma è il quarto la sintesi della sua lezione morale. La grande lezione del Maestro. Fu scritto nel 1997 per i 500 numeri de “ Il settimanale d’ Ischia” e che è riportato nel volume per i 10 anni de Il Golfo nel 1999. Il titolo è: “ il ruolo della stampa locale in una società squilibrata”. I rapporti con il Professore il direttore Domenico Di Meglio li aveva affidati a me anche per la lunga intervista che gli feci nel 1987.
“ La stampa locale è “ minore” solo in un senso quantitativo in rapporto ad un’area di diffusione più ristretta di quella nazionale di cui è continuazione e complemento ma tale distinzione non deve incidere sulla qualità cioè sull’ efficacia del suo impegno volto a fornire ai lettori un’informazione precisa ed una interpretazione dei fatti equilibrata e non faziosa” affermò come ammonimento perenne e permanente per tutti i giornalisti locali.
Credo che questi quattro articoli siano significativi e costituiscono il compendio del suo stile e della sua cultura tale da farne per me un Maestro di Giornalismo che ho conosciuto ed ammirato non disgiunto dalla cattedra nella Scuola o al tavolo della Conferenza.
E’ stato un esempio di un Docente Civile – Risorgimentale, Repubblicano, profondamente Liberale – ponendo il Liberalismo al “ Centro” della Politica non dell’ emiciclo del Palazzo di Montecitorio. Era un Crociano immerso nello storicismo ma era anche un Kynesiano nella concezione dell’ Economia Politica.
A 25 anni dalla morte questo è il mio Ricordo che vive. Tutte le sue battaglie sono ancora attuali partendo da quel convegno sul paesaggio del 1962 con Roberto Pane per un nuovo Piano Urbanistico dell’ isola.
Tutta la sua Pubblicistica dispersa in tanti giornali periodici locali dovrebbe essere racchiusa in volume perché servirebbe alle nuove generazioni in questi tempi bui.
Da parte mia gli esprimo gratitudine . Ho decine o forse centinaia di volte preso le sue parole – così chiare e forti – per scrivere dello sviluppo economico e sociale e dell’ assetto istituzionale necessariamente unitario dell’ isola. Come la definizione di Ischia Unita per “ Legge Geografica” o di agire per “ contenere la pressione storica dello sviluppo”. Ma come dire meglio per chiedere un Comune Unico dell’ isola ed un unico Piano Regolatore Generale?
La sua “ Lezione di Vita” è attualissima e manca la sua voce in questo tempo oscuro e sono passati 25 anni dalla sua morte ed Ischia non ha ancora un serio piano urbanistico come dire un modo civile di vivere.
G. M.
I costi dell’ abusivismo – Il Giornale d’ Ischia – 1975
Doloroso assistere al continuo degrado di quest’isola – 1985 – Ischiamondo
Scritti d’ occasione- recensione – 1986
Il ruolo della stampa locale in una società squilibrata – 1997 – Il Settimanale d’ Ischia
