Tracce antiche, futuro terrestre | 30 maggio-3 giugno 2026.
Incontri tra studiosi italiani e internazionali, narrazioni popolari, mostre, laboratori, escursioni, concerti e proiezioni per esplorare il presente.
Il festival STORIÆ – Archeologia e narrazioni giunge alla sua VIII edizione, che si svolgerà dal 30 maggio al 3 giugno 2026 sull’isola di Ischia.
La Torre del Molino a Ischia ponte e altri luoghi simbolici dell’isola diventeranno spazi di incontro, riflessione e partecipazione dedicati a uno dei temi più urgenti del nostro tempo: il cambiamento climatico e le emergenze ambientali, letti attraverso una prospettiva storica e interdisciplinare.
Il festival, promosso dal CEIC - Istituto di Studi Storici e Antropologici Ong dell’Unesco, chiama a raccolta i rappresentanti di diversi campi del sapere – archeologia, arti, scienze e pratiche culturali – per osservare il presente e indagare il futuro attraverso le lenti della storia.
Il tema dell’edizione 2026, Tracce antiche, futuro terrestre, dichiara la direttrice del festival, l’archeologa Alessandra Vuoso: “Propone uno sguardo ampio e profondo sul rapporto tra società umane e ambiente: un dialogo che attraversa i secoli e che oggi si rivela fondamentale per immaginare futuri possibili e sostenibili, in particolare nei territori fragili come le isole e le aree costiere”.
Il programma del festival si articolerà in incontri, mostre, laboratori, escursioni, concerti, proiezioni e interventi di artisti, ricercatori, musicisti, ma coinvolgerà anche scuole e comunità locali, in un intreccio continuo tra alta divulgazione e narrazioni popolari.
L’apertura del Festival sarà accompagnata dall’inaugurazione della mostra “La grande rimozione”, nella quale saranno esposte tavole tratte dall’omonimo graphic novel dell’artista Roberto Grossi. Una potente riflessione visiva sul negazionismo climatico. Inoltre si terrà la tavola rotonda “Migrazioni, ambiente e cambiamenti climatici”, con la partecipazione di rappresentanti di ONU, UNHCR, Area Marina Protetta Regno di Nettuno e Stazione Zoologica Anton Dohrn.
La manifestazione presta particolare attenzione al rapporto tra memoria, territorio e comunità, con progetti di storia orale, laboratori per bambini e famiglie, cantieri creativi e iniziative di citizen science.
Tra gli scopi programmatici del Festival sin dalla sua fondazione c’è inoltre la valorizzazione del patrimonio musicale e sonoro, dalle tradizioni popolari campane ai linguaggi contemporanei, con concerti, performance e incontri che raccontano l’identità dei luoghi attraverso i suoni e le melodie.
Accanto alle lezioni e alle conferenze – che spaziano dalla storia ambientale medievale all’archeologia del Mediterraneo, dall’apicoltura antica al suo ruolo nell’economia contemporanea – STORIÆ propone esperienze immersive come escursioni naturalistiche, veleggiate ecologiche, snorkeling archeologico e percorsi del gusto ispirati alla cucina storica e alla filosofia zero waste.
Tanti gli studiosi e i saggisti chiamati a intervenire: il professore Michele Campopiano, a partire dal suo saggio, Storia dell’ambiente nel Medioevo. Natura, società, cultura, racconterà la percezione della natura nel Medioevo e i suoi mutamenti in relazione ai cambiamenti economici e sociali, esplorando le interazioni fra società e ambiente e la posizione dell’essere umano nel cosmo; Chiara Mercuri, storica, saggista e traduttrice, autrice del saggio Francesco d’Assisi, La Storia negata ricostruirà, a partire dalle fonti non ufficiali, la vita e l’insegnamento di Francesco. Ritratto inedito di un uomo di profonda cultura, deciso e capace anche di durezza, ma amorevole verso i suoi compagni – Leone, Chiara e gli altri –, che furono con lui il motore di una straordinaria stagione di rinnovamento dello spirito.
Si parlerà poi di Isole e cambiamento climatico nella video conferenza, con traduzione simultanea, trasmessa anche live sui canali social, con il professore, ricercatore e saggista Ilan KELMAN del Department of Risk and Disaster Reduction and Institute for Global Health dell’University College London (UCL), autore del saggio Disaster by Choice: How our actions turn natural hazards into catastrophes, pubblicato dalla Oxford University Press.
L’archeologo e divulgatore storico Giorgio Franchetti parlerà di Archeologia del rapporto tra uomo e api dal Neolitico alla tarda Antichità, ripercorrendo la storia, e in parte la preistoria, del rapporto uomo-ape, con l’intento di raccontare un lato meno conosciuto delle pratiche in uso nel Mondo Antico e con la speranza di sensibilizzare le coscienze verso la tutela di queste nostre antichissime alleate
La professoressa e saggista Simona Minozzi dell’Università di Pisa racconterà Come le società storiche affrontavano la fragilità, ovvero come le organizzazioni sociali del passato sono state in grado di curare e offrire solidarietà alle persone. Lo studio degli scheletri condotto da Minozzi rivela individui con gravi malattie, traumi o disabilità che sono sopravvissuti a lungo grazie all’aiuto della comunità. Fratture rinsaldate, patologie croniche e deformazioni fisiche in fossili di individui adulti o anziani diventano così tracce concrete di assistenza e supporto. Dalla preistoria al Medioevo, emergono esempi di persone fragili ma integrate nella vita sociale. Anche popolazioni antiche come i Neanderthal mostrano comportamenti di cura. La solidarietà appare quindi come un tratto profondo e antico dell’umanità, fondamentale per la sopravvivenza collettiva.
La professoressa Agata Lunardini dell’Università di Pisa e Direttrice del Museo delle Mummie di Borgo Cerreto, Perugia parlerà invece della conservazione dei corpi oggetto di culto nella tradizione cattolica ha reso possibile il mantenimento, attraverso i secoli, di ciò che oggi definiamo reliquie insigni.
STORIÆ 2026 si conferma così come festival culturale e come spazio pubblico di consapevolezza, in cui passato e presente dialogano per costruire nuovi immaginari ecologici e sociali, coinvolgendo cittadini, studenti e visitatori.
Si ricordano fra i temi esplorati nel corso delle passate edizioni il Mediterraneo, Storie di gente comune, Segni e Saperi, Archivi del tempo.
Un tratto distintivo del Festival è l’attenzione costante alla dimensione comunitaria: scuole, studenti, giovani ricercatori, artisti, cittadini e visitatori sono chiamati non solo a partecipare, ma a contribuire attivamente ai processi di produzione culturale, attraverso laboratori, raccolta di memorie orali, cantieri creativi e pratiche di restituzione pubblica della ricerca.
Il programma completo è disponibile sui canali ufficiali del festival: www.festival-storiae.it
Per informazioni e prenotazioni:
