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Casamicciola e il colore viola

Cultura
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Ho partecipato con commozione e ammirazione alla scomparsa di Rocco Commisso, 76 anni, imprenditore della comunicazione italo-americano, presidente dell’AC Fiorentina 1926.

È la storia umana di un uomo che si è fatto da sé: partito a 12 anni dalla Calabria verso l’America inseguendo il sogno americano. Ma quel ragazzino aveva già imparato ad amare il gioco del calcio. Un amore che ha portato sempre con sé, come la cosa più rilevante della sua vita.

Così, quando ha fatto fortuna – dando lavoro a quattromila persone – intorno ai 70 anni ha voluto realizzare un sogno: avere una grande squadra, farne una grande famiglia. Rivedersi dodicenne, felice di avere un campo di calcio e una famiglia intorno.
A Firenze realizza il sogno: compra la Fiorentina. Costruisce un villaggio di campi, tribune e alloggi nella campagna toscana. Vuole dimostrare che si può coniugare il mondo degli affari con quello dello sport. Realizza il Viola Park.
Sono vicino alla Fiorentina. Nel 1960 alcuni sportivi di Casamicciola fondarono di nuovo la squadra di calcio. Scelsero il colore viola per le maglie: non lo aveva nessuno. Lo fecero per risparmiare i soldi della seconda maglia. Ma quella U.S. Casamicciola Terme, dal 1961 al 1965, fu un esempio di stile nei campionati minori.

Vinse il campionato di Terza Categoria. Disputò due campionati di Seconda Categoria finendo al secondo posto. Portò un paese intero a vedere le partite interne al campo sportivo “Ischia Terme” di Forio. In maglia viola.

G. M.