Cari amici,
circa tre anni e precisamente nel giugno 2011, il popolo italiano con referendum, vinto a larghissima maggioranza, sostenne che i beni comuni - beni essenziali alla vita delle persone e che sono di garanzia dei diritti universali - non debbono essere sottoposti alle leggi del mercato e quindi non possono essere ceduti ai privati; i cittadini italiani, con quel voto, hanno messo in discussione e superato il motto “ il privato è bello” che in questi ultimi decenni di sfrenato liberismo economico italiano ed europeo ha dominato e continua a dominare la vita sociale e politica del nostro Paese.
Il detto Referendum apre la strada ad un nuovo modello di società ove hanno diritto di cittadinanza il pubblico e la democrazia partecipativa: due concetti di fondo della nostra idea di società e di progresso che sono a base del nostro ricorso contro la privatizzazione della Caremar che domani 14 maggio 2014 si discuterà davanti al Tar Campania.
