Si era alla fine degli anni cinquanta ed a quei tempi abitavo in via S. Antonio Abate, a pochi passi da Piazza Pontone. Ero una ragazzina e con la mente fantasticavo, immaginando mondi lontani e sconosciuti. Poiché non esisteva l'idea della vacanza, viaggiavo con la mente e con lo spirito. Il bar Internazionale da Maria ubicato al centro di Piazza Pontone, era per me da stimolo. Esso mi appariva come un porto di mare, dal quale partivano e arrivavano persone che approdavano in quel luogo, come attratti da una forza magnetica.
Maria Senese era colei che animava quel regno, regina incontrastata della piazza. Minuta, occhi intelligenti e profondi, su un viso marcato e rugoso, ella attirava i turisti con i suoi modi semplici e a volte burberi, però sapeva essere anche tenera e disponibile. Il suo bar, negli anni del dopoguerra, diventò il ritrovo di artisti e letterati di fama internazionale.
Essi si rivolgevano a lei per qualsiasi problema e sedevano ai tavolini sgangherati per bere un caffè o un bicchiere di vino, per conversare e conoscersi o semplicemente per osservare le figure che si muovevano in quello spiazzo.
C'erano anche persone semplici e artisti del posto, che amavano discorrere confrontarsi con quegli illustri stranieri venuti da lontano, che amavano fondersi con i foriani, in uno scambio di dare e avere.
Quel luogo era intenso, ricco di sensazioni. Un piccolo universo nel quale erano concentrate svariate anime, che seppur diverse tra loro, erano attratte le une dalle altre.
Sotto al pergolato di glicine, il cui profumo si spandeva nell'aria, quegli artisti a noi sconosciuti, chiacchieravano fino a tarda notte e il grillo nelle tiepide serate primaverili, faceva compagnia.
Maria era sempre là, attenta osservatrice, pronta ad intervenire nel momento del bisogno. Intenta a girare tra i tavoli con il vassoio colmo di bicchieri, bibite, tazzine di caffè, intratteneva gli ospiti raccontando barzellette e aneddoti piccanti.
A quei tempi, in cui le donne non erano neppure ammesse a sedere fuori ad un bar o fumare, Maria andava contro corrente fumava seduta ai tavoli del suo bar chiacchierava, rideva, scherzava, senza timore di essere additata come donna “troppo disinvolta”.
Certamente la sua innata disponibilità e quel modo di distinguersi nell'essere autenticamente anticonformista hanno fatto si che inconsciamente, in virtù di quei figli che si muovono al di la delle nostre consapevolezze, Maria e il suo bar Internazionale, muovevano i primi passi per diventare il mito. Il pezzetto di storia di Forio e dell'Isola.
Sono passati tanti anni da allora e gli attori si sono ritirati dietro le quinte per fare una pausa. Forse un giorno ritorneranno. Anche se il luogo, con l'avvento dell'era moderna appare dissacrato, resterà il ricordo vivo nella memoria di chi ha vissuto attimi intensi di questa vita che ci avvolge e ci travolge , ci appassiona e ci tormenta.
Posia
Nell'attesa di Maria
Sono tutti lì, seduti
nell'attesa di Maria
tra bicchieri di vino
e fumo di sigarette.
Bizzarre storie raccontano
tra risa e sguardi eccitati.
Piazza Pontone, teatro di vita
e di sogni
come un tempo.
Ci sono tutti e brindano
nell'attesa di Maria.
Non sono cambiati, sono tutti come allora
forse anche più giovani, più allegri
Ad un tratto Maria,
lei, regina di quel Regno.
Applausi , grida esultanti
in quello spazio senza tempo.
Ci sono tutti, riuniti lì,
nell'attesa di una nuova alba
che li riporti in quel palcoscenico
tra i profumi della glicine
e del mosto.
Tra il canto del grillo e le cicale
tra amori facili, perdenti, ritrovati
nella Forio dei nostri anni
più belli.