Ischia News ed Eventi - Legnini, il grande elemosiniere

Legnini, il grande elemosiniere

Politica
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Gabriele Pescatore (1916–2016), giurista ed economista, fu presidente della Cassa per il Mezzogiorno per vent’anni, dal 1955 al 1976, cioè nel periodo di massima efficienza dell’intervento straordinario nel Mezzogiorno deciso dal governo Alcide De Gasperi nel 1950.

Sul ruolo della Casmez e sull’intervento straordinario, chiuso nel 1992, sono stati scritti fiumi d’inchiostro, con le opinioni più disparate. Da modesto studioso del Mezzogiorno ho letto decine di libri e partecipato a numerosi convegni. Il ventennio di Pescatore è unanimemente ritenuto il più produttivo e il più efficiente.

Il sostegno finanziario dello Stato al Sud, attraverso la costruzione di grandi opere pubbliche e gli incentivi alle imprese che investivano nel Mezzogiorno, è stato fondamentale per il “miracolo economico italiano” e per accorciare la distanza di sviluppo tra Nord e Sud. L’isola d’Ischia — l’ho già scritto migliaia di volte — è stata un esempio emblematico di riuscita economica e sociale di quel sostegno.

La grande opera dell’acquedotto sottomarino del 1958 ne è l’esempio più significativo. Poi le grandi strade, che hanno permesso l’espansione della Marina dei Maronti e la scoperta turistica di Sant’Angelo. E ancora il sostegno ad alberghi, commercio, artigianato e agricoltura. Sono nate centinaia di imprese grazie ai contributi a fondo perduto e ai prestiti agevolati per nuovi alberghi e attività commerciali.

Poi ci fu la degenerazione dei “contributi a pioggia”, delle “cattedrali nel deserto” e il clientelismo politico dei partiti, con una dispersione in mille rivoli del denaro pubblico. La Casmez fu così chiusa nel 1992, anche a seguito di una forte campagna di stampa.

La rivalutazione storica, nelle luci e nelle ombre, della Cassa per il Mezzogiorno è stata compiuta negli ultimi anni dal professor Amedeo Lepore, di cui sono estimatore e amico, attraverso studi e ricerche pubblicati nei suoi libri.

Gabriele Pescatore è stato oggetto di un’accurata biografia di Roberto Napoletano nel 1988, dal titolo efficace: Il grande elemosiniere. Un’espressione che indicava la sua disponibilità ad aiutare anche la più piccola località del Mezzogiorno, per avviarne uno sviluppo moderno e farla uscire dall’arretratezza. Fino al punto di trasformare un sostegno in un’elemosina: ed è questo, spesso, ciò che è accaduto. L'elemosina divenne costume.

Il ricordo di Pescatore e della sua opera meritoria mi è tornato alla mente dando un’occhiata all’ordinanza del commissario all’emergenza Ischia, on. Giovanni Legnini, del 2025, con la quale le imprese colpite dal sisma del 2017 e dall’alluvione del 2022 potevano presentare domanda per ottenere contributi finanziari di sostegno dopo le catastrofi. Era una misura prevista dalla legge per aiutare il sistema economico.

Credo, tuttavia, che questa misura non basti: è elemosina, non rimette in vita un’attività né ne fa nascere di nuove. I due eventi naturali sono stati molto distruttivi e Ischia ha bisogno di un ente per la ricostruzione di durata ventennale, con un piano socioeconomico di attuazione quinquennale da sottoporre a verifica annuale.

Occorre un sostegno produttivo dello Stato per una riconversione industriale di Casamicciola, il Comune più colpito, e per una diversificazione turistica di Lacco Ameno, l’altro Comune parzialmente colpito, ma in coesione con gli altri quattro Comuni, tutti interessati dal dissesto idrogeologico.

Non basta un commissario annuale che, per incarico, gestisce un’emergenza provvisoria. Occorre una visione comune per un progetto pluriennale.

Per la ripresa economica l’elemosina non basta. Anzi, è inutile.