Ho letto con attenzione l’intervista che ha concesso a Il Dispari l’ex preside dell’Istituto tecnico Mattei, prof. Antonio Siciliano, apparsa nell’edizione di lunedì 19 ottobre 2026, dove il «dirigente scolastico in quiescenza» riafferma con fermezza che non ha mai avuto problemi di ratti durante la sua gestione, durata sei anni, dal 2014 al 2020: anni difficilissimi, perché comprendono la fase di trasformazione dell’Istituto da tecnico a «tecnologico», messa alla terribile prova del terremoto del 21 agosto 2017.
Il preside Siciliano fu capace, in soli 8 mesi, di fare effettuare tutti i lavori necessari per l’agibilità dell’edificio, per la mitigazione sismica e per riprendere a pieno ritmo le attività. A giudicare dalla desolante lentezza con la quale procede la ricostruzione pubblica nel Comune mortalmente colpito dal terremoto del 2017 e poi dall’alluvione del 2022, è giusto, come fa Siciliano, definirlo un «miracolo», ma io lo chiamo efficienza amministrativa e capacità professionale di un educatore e funzionario della Repubblica. Se a Casamicciola ci fosse una minima presenza del valore del decentramento amministrativo dello Stato, al prof. Siciliano sarebbe stata conferita la cittadinanza onoraria del Comune, non come una rituale pergamena, ma come segno di gratitudine verso un servitore dello Stato che dà esempio di come si deve vivere in una Comunità civile.
Ricordo di un’intervista
Ricordo un colloquio che ebbi con il prof. Siciliano nel 2015, due anni prima del terremoto, che fu pubblicato su Il Dispari.
Siciliano mi parlò della trasformazione del Mattei in istituto tecnologico con 5 indirizzi di studio, con i nuovi laboratori di chimica e le nuove attrezzature informatiche, e della capacità di autonomia con la diretta utilizzazione, come soggetto attuatore, di un finanziamento di 250mila euro dall’Unione Europea. «Mi creda – disse – l’Unione Europea è un grande progetto. Io lo vivo e lo vivono i miei ragazzi che, con l’Erasmus, possono vivere e conoscere tutta l’Europa».
Mi disse che aveva stipulato protocolli d’intesa con 10 aziende nazionali per i tirocini scuola-lavoro, in modo da preparare i giovani alla società nuova che nasceva dalla rivoluzione informatica. E ancora: «Ho rimarcato ai ragazzi: la scuola è vostra. Difendetela e massimizzate la conoscenza», e mi annunciò anche «l’apertura della scuola con due palestre e l’aula magna alla cittadinanza».
Per me – vecchio allievo del Mattei della prima generazione di «ragionieri» – era come entrare in una nuova era, dove entrava la terza generazione di allievi. Anche i miei figli hanno fatto il «Mattei» e anche il figlio di mia figlia lo avrebbe fatto. Il Mattei diventava non solo un istituto-pilota con 700 allievi, ma un punto essenziale dell’istruzione nell’isola d’Ischia ed un’eccellenza che Casamicciola poteva vantare.
Nel 2016, un anno prima del terremoto, Casamicciola aveva il Mattei come eccellenza della scuola superiore. Finalmente il palazzo delle scuole, o Plesso Manzoni, aveva un finanziamento di 700mila euro per consolidamento statico e mitigazione sismica. L’Ibsen della scuola media aveva ottenuto 250mila euro per lavori alla palestra ed ai laboratori linguistici ed informatici.
Ci fu addirittura una polemica tra l’allora sindaco G. B. Castagna e la nuova preside del Comprensivo, prof. Allocca, perché Casamicciola aveva più scuole che alunni, per fittare il Plesso Manzoni alla Città Metropolitana di Napoli per l’istituto tecnico-nautico. Alla fine, il Comprensivo rinunciò al plesso scolastico San Severino, consegnato in pompa magna al sindaco metropolitano Luigi de Magistris nel maggio 2017, cioè qualche mese prima del terremoto.
Il polo c’è
Ho letto su Il Dispari del 20 ottobre che i lavori di demolizione del plesso San Severino sono fermi per una lite con la ditta appaltatrice. Poi il Plesso Lembo, alla Sentinella, altro appalto della Ricostruzione, demolito e da ricostruire. Poi ancora l’annuncio in pompa magna che l’Ibsen viene abbattuto e nasceranno 42 appartamenti, mentre nel Pio Monte della Misericordia sorgerà, dopo 53 anni di macerie, una «città scolastica». Ma che logica di «ricostruzione» è questa? Che spreco di soldi pubblici e di tempo! Casamicciola avrà più scuole che bambini!
Oggi ha 403 ragazzi alle elementari e medie; 10 anni fa, prima del terremoto, aveva 850 ragazzi dell’obbligo e sei edifici scolastici perfetti, con tutte le attrezzature, dalle palestre all’auditorium ai laboratori.
È il Mattei il polo scolastico di oggi. A fianco ci sarà il Centro per l’Impiego della Regione Campania, nell’ex Villa Mennella, i cui lavori post-terremoto avrebbero dovuto terminare il 1° giugno 2016, ma continuano. È l’unica opera finanziata con 900mila euro dal PNRR a Casamicciola.
Il preside Siciliano mi disse che aveva in animo di proporre una convenzione tra Centro per l’Impiego e Istituto, cioè per unire formazione e istruzione, per l’utilizzazione completa di tutti gli spazi. Il Centro per l’Impiego – lo so per diretta direzione dal 2004 al 2009 – era una magnifica struttura con sala per meeting e biblioteca, stanze per uffici e ricevimento, archivio ed il meraviglioso giardino interno, adattissimo per concerti e serate musicali.
Può nascere tra Mattei e Villa Mennella perfino una biblioteca per una casa della storia. La Nuova Casamicciola deve vivere ora, non doma
