Ho partecipato alla conferenza stampa del nuovo Commissario straordinario di Governo per l’emergenza Ischia dopo il terremoto del 21 agosto 2017 e l’alluvione del 26 novembre 2022, avv. Marcello Feola, svoltasi presso lo Stabilimento Termale Militare di Ischia martedì 10 febbraio 2026, alla presenza dei sindaci dei sei Comuni dell’isola. Ritengo opportuno qui ampliare il mio intervento, durato appena quattro minuti.
L’avv. Feola – quarto Commissario dal primo evento catastrofico del 2017 – ha chiarito che si trattava di un primo incontro di saluto alle sei comunità amministrative e, attraverso la stampa, alle popolazioni colpite dai due eventi naturali. Quanto al programma della sua azione, il neo Commissario si è riservato di presentarlo dopo un esame approfondito dello stato dell’arte. Ha tuttavia accennato a una riorganizzazione della struttura commissariale e a un metodo improntato al continuo confronto con gli enti locali e le comunità.
Sono intervenuto – anche per portare il saluto della stampa locale, in qualità di decano dei giornalisti isolani – proponendo innanzitutto, nell’ottica di una riorganizzazione burocratica di una struttura che oggi conta tre sedi fisiche (Roma, Napoli e Ischia) ma nessuno sportello a Casamicciola Terme, epicentro delle due catastrofi, l’istituzione di un “Ufficio studi e programmazione”.
Il materiale prodotto dal precedente Commissario, on. Giovanni Legnini, nei suoi quattro anni di gestione è infatti imponente: ordinanze, decreti, circolari, protocolli d’intesa, studi universitari, lettere di intenti con la Banca Centrale Europea, rapporti con l’Agenzia del Demanio per programmi e progetti, disegni progettuali dell’archistar Massimiliano Fuksas, consulenze con Invitalia, centinaia di comunicati stampa dettagliati. Una mole di documentazione tale da richiedere un vero centro studi, poiché la programmazione degli interventi impone un disegno complessivo di una “Nuova Ischia”, alla luce non solo dei mutamenti climatici ma anche dei profondi cambiamenti economici e sociali di un sistema sviluppatosi in ottant’anni e che già cinquant’anni fa aveva raggiunto, secondo i dati statistici, il massimo dell’espansione capitalistica.
Oggi l’isola d’Ischia conta circa 3.000 imprese iscritte alla Camera di Commercio di Napoli, circa 50.000 posti letto distribuiti su 46 chilometri quadrati e 64.000 abitanti.
Ho affermato che la ricostruzione, soprattutto della cittadina più colpita, Casamicciola Terme, è innanzitutto sociale: i due eventi naturali hanno devastato il tessuto economico e, successivamente, quello sociale di questa antica comunità.
Ho inoltre sottolineato che l’isola dispone finalmente di quattro strumenti urbanistici approvati: i Piani di ricostruzione di Casamicciola, Lacco Ameno e Forio (con impatti differenti: totale a Casamicciola, parziale a Lacco Ameno, marginale a Forio); il Piano paesistico per l’intera isola; il Piano di assetto idrogeologico; il Piano di protezione civile. Tuttavia, tali strumenti non sono ancora accompagnati da piani attuativi, cioè da un calendario di priorità da realizzare in tempi ragionevoli.
Non basteranno sei o nove anni per completare la ricostruzione, come annunciò tre anni fa il Ministro della Protezione Civile, on. Nello Musumeci, durante una breve visita a Casamicciola. Ne occorreranno almeno venti – e sono ottimista – anche alla luce delle demolizioni “contingibili e urgenti” disposte con ordinanze del sindaco Giosy Ferrandino, che a otto anni dal terremoto hanno trasformato piazza Majo e la zona della Rita in uno scenario da dopoguerra, dando l’impressione che la catastrofe sia avvenuta il giorno precedente.
La ricostruzione pubblica degli edifici è in grave ritardo: persino il sistema viario di Casamicciola non è stato ripristinato in modo elementare e civile. L’abbattimento del Capricho de Calise, nel centro cittadino, ha inoltre trasformato piazza Marina in una piazza della desolazione.
Per una vera ricostruzione sociale ed economica di Casamicciola occorre ridefinire il ruolo di Invitalia, agenzia pubblica per l’attrazione degli investimenti. Non solo non ha investito un euro direttamente nel capitale di rischio delle imprese in difficoltà – funzione che le è propria – ma opera come consulente tecnico del Commissario. È un caso singolare: invece di immettere risorse nel sistema imprenditoriale, partecipando al capitale sociale o costituendo nuove imprese nei vecchi e nuovi segmenti di sviluppo e occupazione, soprattutto giovanile, percepisce compensi per prestazioni professionali. Eppure Ischia conta quattro istituti scolastici superiori, circa quindici indirizzi di studio e 3.000 studenti, con circa 600 diplomati ogni anno.
Infine, ho ribadito che un potere straordinario non può limitarsi ad affiancare quello ordinario: deve sostituirlo. Il Commissario di Governo deve essere il soggetto attuatore degli interventi pubblici e privati, al fine di accelerare l’attuazione dei quattro piani approvati.
La ricostruzione richiederà un ente pubblico comprensoriale e una unificazione amministrativa. Ma, prima ancora di una legge formale, la forza degli eventi impone di “incanalare la pressione storica dello sviluppo”, come affermò quarant’anni fa il prof. Edoardo Malagoli.
Casamicciola, 11 febbraio 2026 – Il Continente
Giuseppe Mazzella è direttore dell’agenzia stampa e della rivista “Il Continente”. È stato capo ufficio stampa della Provincia di Napoli (1976-2002) e direttore del Centro per l’Impiego di Ischia (2002-2009). Laureato in Scienze politiche, è Cavaliere della Repubblica. Vive a Casamicciola.
