Appello al sindaco di Pozzuoli: non diventi Pozzuoli una "città morta" ed i Campi Flegrei non passino da "terra del Mito" a "Terra del Terrore", vanificando gli sforzi di rilancio turistico e culturale avviati da almeno 50 anni.
Si faccia di tutto - anche con l'aiuto del Genio Militare - per ripristinare vie, piazze e porto, sia per mantenere in vita il sistema commerciale sia per il collegamento con le isole di Ischia e Procida, inscindibilmente legate all'area flegrea. La "legge speciale" per Pozzuoli e Campi Flegrei che chiede il presidente della Regione Campania al Governo è stata chiesta per Ischia almeno da 16 anni ("Ischia, luci e ombre sullo sviluppo" di Giuseppe Mazzella - Osis 2010) e non c'è stata alcuna iniziativa della Regione, neanche quella della unificazione dei sei Comuni, di un unico piano regolatore generale e di un unico ente pubblico per la promozione turistica. Non si può, con ordinanze contingibili ed urgenti, rivoluzionare un sistema di collegamenti marittimi tra Pozzuoli e Napoli e le due isole flegree in piena alta stagione e dopo un consolidamento giuridico e commerciale secolare. Uno spostamento di tutti i collegamenti marittimi dal molo Beverello alle isole flegree avrebbe un effetto devastante sia sulla logistica degli imbarchi e sbarchi di migliaia di persone e centinaia di automezzi, sia sul sistema alberghiero e commerciale delle isole, che hanno una popolazione residente di 76 mila persone ed una popolazione dimorante di circa 300 mila persone in questo momento stimabile. Noi qui siamo abituati all'eterna emergenza, agli eterni appelli per una "ricostruzione" su basi logiche e civili, ma questa ennesima crisi mi pare la più dura mai verificatasi negli ultimi due secoli ed occorre dare risposte valide nel tempo breve alle popolazioni.
G. M.
